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Yusuf
Yeshilöz
Erba
selvatica
(tit.
or. Steppenrutenpflanze)
Traduzione
di Claudia Zonghetti
1a
ed. in "Le Piramidi" (56), 2000
Per
mia madre contavano di più le pecore
di
Claudia Zonghetti
"I
giorni densi di avvenire, colori e
allegria del villaggio sparirono in un sol
colpo. Non andavano più a sentir
raccontare le storie; non ci divertivamo
più con i colombi, che nel frattempo si
erano persino decuplicati e che
disegnavano mille piroette nel cielo. Non
ci interessavano più né gli agnelli né
i capretti. La sera non giocavamo più a
nascondino, e anche le lampade a gas
orlate d'argento erano scomparse. Ma come
era potuto succedere?"
Dopo
Verso
il tramonto,
il libro che l’ha rivelato ai lettori
italiani, Yusuf Yeshilöz torna a
riproporci i suoni e i colori della sua
terra, vista con gli occhi curiosi e
meravigliati di un bambino.
E
ancora una volta la natura, gli animali
(le pecore della madre, sì, ma anche le
volpi, i topi, le gru, le anatre, i
colombi...), le feste religiose, i giochi,
l'incontro con una lingua "estranea"
e pretesto per recuperare delle radici
strappate prematuramente.
Ed
è la forzata lontananza geografica (e non
anagrafica) dell'infanzia a scatenare la
necessità del ricordo. Come spiegare,
infatti, se non con una profonda nostalgia,
la poesia intensa che trasuda da pagine
scritte a poco più di trent’anni su
un’infanzia che si è lasciata da così
poco tempo?
Lasciatevi
catturare dalla "terra in cui il sole
splende per nove mesi all'anno", e vi
divertirete a scoprire che, scomparsa la
nonna, la depositaria della storia della
famiglia e delle fiabe che riempivano le
lunghe sere d’inverno, il segno del
passaggio a una nuova fase della vita e
dei tempi è dato dall’arrivo al
villaggio della corrente elettrica, della
televisione e di... Dallas.
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